Raccontare una storia in musica (2025)

Raccontare una storia con la musica: Tra composizione e improvvisazione (C. Angeleri)
Si può raccontare una storia in tanti modi. Con le parole, con le immagini, con i suoni. Tutti colpiscono la nostra fantasia e l’immaginazione a sua volta riporta nella mente delle esperienze vissute simili a quelle raccontate. In questo modo la storia iniziale cambia e va altrove, diventa reale e si appropria della nostra vita.

Roots: Giacomo Costantino Beltrami
Questa storia parla di un esploratore, Giacomo Costantino Beltrami, che a piedi ha risalito il corso del Mississippi per scoprirne le sorgenti. Nel corso del viaggio ha attraversato la natura, visto paesaggi, incontrato persone e conosciuto il loro modo di vivere.


Per raccontare questa storia bisogna innanzitutto calare l’atmosfera musicale in quella del viaggio e del cammino. Ciò viene reso attraverso la ripetizione della stessa figura melodica e ritmica, replicando i passi dell’esploratore. Quindi sarà eseguita dai bassi del pianoforte e del basso.

Audio Player

Per dare continuità al cammino si aggiunge la batteria che sottolinea l’andamento su tutti i movimenti della battuta sul piatto sospeso. Nel jazz questo procedimento si chiama walking bass ed è uno dei procedimenti basilari di musica perché rende esplicita la pulsazione. Il cammino necessita di energia per proseguire. Ciò viene realizzato accentando alcuni punti della pulsazione che secondo la teoria della musica europea vengono riferiti allo spazio compreso tra le stanghette di una battuta. In particolare, sul secondo e il quarto detti tempi deboli o levare. La batteria li evidenzia con i piatti a pedale detti hi-hat. In questo modo il cammino, ed il walking bass diventa più dinamico.

Audio Player

A questo punto nella storia musicale occorre il protagonista, raccontare la sua personalità, il carattere, il modo in cui è vestito, cosa pensa mentre vede i paesaggi e le persone che incontra. Il profilo del personaggio viene affidato ad alcuni suoni suonati in contemporanea detti accordi. Anche questi determinano il movimento, non sono statici, sono infatti accordi di tensione che portano in avanti la melodia superiore. L’intervallo che determina questa tensione è la settima naturale.

Audio Player

Il racconto di ciò che vede e pensa l’esploratore è espresso dalla melodia. Durante il viaggio esploratore incontra i nativi americani. Immaginiamoli raccolti intorno a un fuoco, alcuni sono seduti e ripetono delle formule magiche per propiziare la caccia.

Una caratteristica della musica degli indiani d’America è il tempo in cinque quarti mentre le linee melodiche sono prevalentemente delle scale a cinque suoni dette scale pentatoniche.

Audio Player

Una volta descritto l’ambiente in cui si svolge il racconto e i suoi personaggi occorre raccontare ciò che avviene nello sviluppo della storia. In questo caso la musica non racconta una storia definita dal linguaggio verbale ma stimola alcune emozioni che la fantasia di ognuno può associare a scenari differenti: uno vede un paesaggio, un altro un animale che corre, un altro ancora un indigeno che sta danzando.
Per rappresentare questa libertà interpretativa si utilizza una tecnica specifica della jazz detta improvvisazione. Come si realizza? Sul tappeto fornito dal cammino (walking bass) e dall’ambiente circostante definito dall’armonia definita dagli accordi ogni musicista fornisce la propria versione del racconto in tempo reale mentre incontra gli altri personaggi.

Audio Player

Dopo qualche minuto, ne incontrerà degli altri e quindi il racconto sarà sempre diverso. Ciò si può realizzare solo con l’improvvisazione perché se ripetessimo la stessa melodia rappresenteremmo sempre lo stesso scenario senza cambiamenti.

Audio Player

Questa è una delle differenze tra il jazz e la musica classica europea in cui raccontiamo una sola storia scritta da un altro solo in certo modo a cui non possiamo apportare modifiche: una storia articolata e affascinante ma ferma nel tempo. Il jazz invece reagisce a ciò che avviene intorno, cambia in continuazione e coinvolge tutti i musicisti che scrivono insieme una storia mentre sta avvenendo.

 

Light and dark. Michelangelo Merisi “Caravaggio”
Questo brano traduce in musica la tecnica di un grande pittore del Rinascimento, Michelangelo Merisi, detto “Caravaggio” (Milano, 29 settembre 1571 – Porto Ercole, 18 luglio 1610). Lo studio in cui dipingeva si presenta come un set cinematografico in cui, con un gioco di luci e ombre, raffigura i diversi personaggi: le loro caratteristiche somatiche, i vestiti, le espressioni, le azioni sceniche.

In questo racconto i personaggi devono essere immaginati da ognuno di voi: una nobildonna, un contadino del popolo, un fiero soldato. Tutti vengono descritti con l’improvvisazione dei diversi strumenti usando non solo il loro timbro ma anche le dinamiche della musica, il piano e il forte così come Caravaggio usava la luce e l’ombra.

Audio Player

Sullo spartito della musica classica sono scritte sulla partitura del compositore: forte, mezzo forte, piano, pianissimo. Tuttavia, non indicano con precisione l’intensità con cui si deve eseguire (forte quanto è forte?). Il compositore indica inoltre alcune sfumature di andamento (accelerando, diminuendo, rallentando). In musica l’insieme di queste indicazioni si chiama agogica.

Se l’altezza e la durata delle note sono indicate con precisione, la dinamica e l’agogica sono le uniche “libertà vigilate” lasciate dal compositore classico all’esecutore. Tutti questi aspetti nel jazz vengono decisi al momento sulla base delle reciproche reazioni agli stimoli scaturiti dai musicisti durante l’esecuzione. È, anche in questo caso, un fare che inventa il modo di fare mentre si sta facendo.

Per questo motivo per cogliere in modo più completo l’idea musicale dei vari musicisti e quindi comprendere più approfonditamente il brano durante l’improvvisazione occorre utilizzare un altro testo diverso dalla partitura. Nel jazz il testo principale è costituito il disco. Ascoltando e trascrivendo la musica dal disco si apprendono tante cose che non sarebbe possibile comunicare in altro modo.

Il triangolo di Tartaglia. Niccolò Tartaglia
Niccolò Fontana, meglio noto col soprannome di Niccolò Tartaglia a causa delle sue balbuzie (Brescia, 1499 circa – Venezia, 13 dicembre 1557), è stato un matematico italiano, cittadino della Repubblica di Venezia, ricordato per la scoperta della tabella binomiale che porta il suo nome (il triangolo di Tartaglia) e per il decisivo contributo apportato alla formulazione risolutiva delle equazioni algebriche di terzo grado. Noto per le sue disfide matematiche pubbliche in piazza.Il triangolo di Tartaglia è una piramide costruita dall’alto in cui ogni numero è ottenuto dalla somma dei due numeri superiori.

Questo brano affronta in particolare il tema della composizione che mette in relazione sia aspetti esecutivi propri della musica classica con aspetti improvvisati del jazz. In particolare, l’improvvisazione si sviluppa melodicamente e ritmicamente prendendo spunto dalle frasi scritte del tema. In questo caso si chiama improvvisazione tematica.

In questa composizione l’aspetto armonico presente negli altri brani viene congelato. Cioè lo sviluppo dell’improvvisazione non è ottenuto dal rapporto tra melodia e armonia ma viene determinato da alcune scale assegnate in precedenza. Questo tipo di improvvisazione viene denominata modale. Il triangolo di Tartaglia è una piramide costruita dall’alto in cui ogni numero è ottenuto dalla somma dei due numeri superiori.

Queste formule, ora prese in verticale ora in orizzontale, sono state abbinate agli intervalli che compongono determinate scale. In particolare, a quelli che compongono una scala a sei suoni detta scala esatonale.

Audio Player

Da qui sono state create delle cellule sia melodiche sia ritmiche ripetute nei diversi temi.

Audio Player

Ecco quindi il brano completo

Audio Player

Arturo. Arturo Benedetti Michelangeli
Arturo Benedetti Michelangeli (Brescia, 5 gennaio 1920 – Lugano, 12 giugno 1995) È stato uno dei più grandi interpreti del pianoforte del XX secolo. Per via dell’unicità del suo tocco, delle iridescenze timbriche e della sua raffinatezza interpretativa, è considerato dalla critica uno dei più celebri, ammirati e mitizzati pianisti della storia.

Tra le mura di casa, in un ambiente permeato da interesse per la musica, il piccolo Arturo cominciò a studiare il pianoforte a tre anni. A quattro entrò nel Civico Istituto Musicale Venturi, dove studiò con Paolo Chimeri. A undici anni proseguì gli studi presso il Conservatorio di Milano, dove si diplomò tre anni più tardi.

La ricerca del suono è portata a livelli estremi, la compostezza e l’armonia delle sue esecuzioni sono proverbiali ma ciò che lo rende unico tra i grandi esecutori è la bellezza del fraseggio, frutto d’innata sensibilità e di profonda analisi. Le registrazioni di Benedetti Michelangeli sono pressoché unanimemente ritenute di eccezionale livello, tanto da essere considerate un punto di riferimento, si tratti delle opere di Debussy, Scarlatti, Chopin, Bach, Ravel, Mozart, Clementi, Schumann, Beethoven, Grieg, Brahms o Rachmaninov.

Ecco un esempio tratto dalla composizione Arturo che descrive la maestria del fraseggio di Michelangeli.

Audio Player

Qui il brano completo.

Audio Player

 

Armida. Torquato Tasso
Questa storia racconta un personaggio magico, etereo, Armida, che usa pozioni e formule magiche per far addormentare i soldati e vincere così le battaglie. L’ambientazione del poema Gerusalemme liberata di Torquato Tasso (Sorrento, 11 marzo 1544 – Roma, 25 aprile 1595) è quella della fase conclusiva della Prima Crociata (1099). I cristiani sono già da sei anni in Terra Santa, ma ancora non riescono a conquistarla strappandola agli infedeli, cioè ai musulmani che si erano impossessati dei luoghi sacri in cui era nato e vissuto il Cristo.


Nella prima parte della composizione viene descritta la maga Armida dotata di una straordinaria bellezza e di qualità esoteriche speciali.

Audio Player

Nel racconto la maga incontra un soldato impavido e bellissimo Rinaldo e parlandogli si accorge che le sue formule magiche non hanno più effetto come prima perché lei se ne è innamorata ed è diventata una persona normale.

Audio Player

Nella parte successiva il racconto si intreccia. Le battaglie con le spade e le frecce si fondono con gli episodi d’amore tra Armida e Rinaldo.

Anche questa parte si affida all’improvvisazione in cui ogni musicista/personaggio dialoga con un altro (improvvisazione a due).

Audio Player Audio Player

Alla fine, la guerra è terminata non ci sono più morti e feriti e dalle ceneri della battaglia risorge la vita grazie alla storia d’amore tra Armida e Rinaldo.

Audio Player

Il seguente materiale è coperto da copyright ed è concesso in uso solo per attività didattiche delle scuole.